La Galleria del Vento del Politecnico di Milano compie 25 anni

Galleria del Vento Politecnico di Milano
Dal 2001 simula il vento per testare ponti, grattacieli, turbine, velivoli elettrici e atleti. La Galleria del Vento del Politecnico festeggia un quarto di secolo con oltre 700 progetti alle spalle e una giornata di celebrazione venerdì 9 ottobre nella sede di via La Masa 34 a Milano.

Ponti sospesi, grattacieli, turbine eoliche, velivoli di nuova generazione e persino atleti olimpici: in 25 anni è passato di tutto dalla Galleria del Vento del Politecnico di Milano. Attiva dal 2001, è una delle Grandi Infrastrutture di Ricerca dell’ateneo e oggi ripercorre un quarto di secolo di studi su come il vento interagisce con strutture e persone.

700 progetti e 40.000 visitatori

Nel laboratorio si intrecciano sperimentazione, modellazione analitica e simulazione numerica, per prevedere il comportamento aerodinamico di edifici, infrastrutture, mezzi di trasporto e tecnologie energetiche.

Dal 2001 ha ospitato oltre 700 progetti e accolto più di 40.000 visitatori.

Studiare il vento prima di costruire

Il principio è anticipare gli effetti del vento prima che un’opera esista. Nella grande sezione a strato limite, modelli in scala di edifici, ponti, coperture e contesti urbani vengono investiti da flussi che riproducono diverse condizioni atmosferiche.

Le misure restituiscono pressioni, forze e vibrazioni e permettono di individuare eventuali criticità già in fase di progetto.

Questo lavoro ha accompagnato opere internazionali e alcune delle trasformazioni più visibili di Milano. Tra le ultime, i test sui modelli rigido e aeroelastico di CityWave, usati per il disegno aerodinamico della copertura e per dimensionare il sistema smorzante.

Dai droni alle turbine galleggianti

Lo stesso metodo serve alle sfide di energia e mobilità. Nella configurazione open jet si studiano i rotori degli elicotteri e i propulsori degli eVTOL, i velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale. I dati sperimentali aiutano a valutare prestazioni e flussi e a validare i modelli numerici prima di produzione e certificazione.

Sul fronte delle rinnovabili, la Galleria permette di analizzare una singola turbina o l’interazione fra più macchine in un parco eolico.

Le grandi turbine per impianti offshore galleggianti sono state testate con una piattaforma robotica che riproduce i movimenti indotti dal mare. Viene usata anche per la verifica aerodinamica dei sistemi fotovoltaici a inseguimento solare.

Galleria del Vento Politecnico di Milano

Anche lo sport passa dal vento

Da oltre dieci anni le competenze del laboratorio sono applicate allo sport. Nelle discipline veloci la resistenza aerodinamica è un ostacolo importante: ridurla può tradursi in un miglioramento misurabile della prestazione.

Nella sezione a bassa turbolenza gli atleti entrano con l’attrezzatura da gara. Un set-up dedicato misura forze e momenti nelle tre direzioni al variare della velocità del vento, mentre le telecamere documentano ogni prova.

Dati e immagini arrivano in tempo reale, così atleti e tecnici possono confrontare posture e assetti e cogliere anche variazioni minime.

Sono stati studiati ciclismo, corsa, sci, pattinaggio, slittino e salto con gli sci. Tra i frequentatori, la Nazionale italiana di ciclismo su pista, che qui ha rifinito gli ultimi dettagli aerodinamici in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024.

Il futuro: intelligenza artificiale e concretezza

«I prossimi anni vedranno la Galleria impegnata nelle sfide tecnologiche che caratterizzeranno tutto il mondo della ricerca scientifica», dichiara Sara Muggiasca, direttrice scientifica.

«Dovremo intercettare le nuove prospettive legate all’Intelligenza Artificiale, senza perdere il legame con la concretezza dei problemi.»

La festa: venerdì 9 ottobre

Quando: venerdì 9 ottobre 2026, dalle ore 15.00
Dove: Galleria del Vento del Politecnico di Milano, via La Masa 34, Milano

Il programma prevede il talk «La scienza a sostegno della sostenibilità: dalla micromobilità aerea all’energia eolica fino all’ingegneria del vento, per una progettazione più consapevole», moderato da Gianpiero Kesten. Interverranno:

  • Giovanni Droandi, Director of Flight Sciences di Archer Aviation
  • Marco Righi, Managing Partner di HB – Holzner & Bertagnolli Engineering
  • Edoardo Dellarole, Joint Strategic Commercial Initiatives di Eni e President of Scientific Committee di OMC Med Energy
  • Giovanni Bordogna, Co-Founder, CEO e R&D Lead di Blue Wasp Marine
  • Laura Serri, Research Group Leader di RSE SpA

Seguiranno un momento sulla storia e sul futuro del laboratorio e la visita all’impianto.

Curiosità su uno dei laboratori più grandi d’Europa

  • Tipologia: impianto a circuito chiuso disposto verticalmente, con due camere di prova ai lati opposti. Si passa così dalle prove aeronautiche ad alta velocità agli studi sul vento atmosferico.
  • Ventilatori: 14, in due file da sette, ciascuno da 1,8 m di diametro e 100 kW, per 1,4 MW complessivi. La velocità di ogni ventilatore è regolabile in modo indipendente.
  • Sezione a bassa turbolenza: 4 m di larghezza, 3,84 m di altezza, 6 m di lunghezza. Vento fino a 55 m/s (circa 200 km/h) e turbolenza sotto lo 0,1% in condizioni standard, aumentabile fino al 6% con una griglia. La camera può essere rimossa per le prove open jet. Due sezioni intercambiabili permettono di preparare un nuovo esperimento mentre l’impianto lavora.
  • Grande sezione a strato limite: 13,84 m di larghezza, 3,84 m di altezza, 35 m di lunghezza. Velocità massima di 16 m/s, turbolenza di circa il 2% a flusso uniforme. Generatori di turbolenza ed elementi di rugosità riproducono diversi tipi di terreno, con turbolenza fino al 35% e oltre. I modelli stanno su una piattaforma rotante di 13 m di diametro, che permette di variare l’angolo del vento.

(S.R.)