Una coppia di psicoterapeuti junghiani costretta a lasciare la Germania nazista nel 1936 e poi diventata protagonista della cultura italiana del Novecento. La Biblioteca di Milano-Bicocca racconta la storia di Ernst Bernhard e Dora Friedländer attraverso fotografie, lettere, dipinti, documenti e installazioni multimediali. Fino al 23 dicembre.
Nel 1936 Ernst Bernhard e Dora Friedländer lasciarono Berlino per trasferirsi a Roma. Lui ebreo, lei non ebrea, entrambi legati alla scuola junghiana, furono costretti a lasciare la Germania dopo l’ascesa al potere di Hitler.
La loro vicenda, personale e professionale, è oggi al centro della mostra “Da Berlino a Roma. Una coppia junghiana in fuga dal nazismo. Ernst Bernhard e Dora Friedländer”, ospitata fino al 23 dicembre 2026 nello spazio espositivo della Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca, nell’edificio U6 Agorà.
Pionieri della psicologia analitica in Italia, Bernhard e Friedländer entrarono in contatto con alcuni dei protagonisti della cultura italiana del Novecento.
Tra i loro pazienti e interlocutori figurano Federico Fellini, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti, Giorgio Manganelli e Cristina Campo, oltre allo scrittore americano Allen Tate.
Dalla fuga all’Italia
Curata dallo storico Matteo Fiorani, la mostra ricostruisce il percorso migratorio della coppia attraverso il materiale conservato nel loro archivio personale, arrivato all’Università di Milano-Bicocca attraverso il Centro Aspi – Archivio storico della psicologia italiana e oggi conservato presso il Polo di archivio storico (PAST) dell’Ateneo.
Il viaggio da Berlino a Roma diventa così il punto di partenza per raccontare non soltanto una storia privata, ma anche i temi dello sradicamento, dell’esilio e dell’incontro tra culture.
Lettere, fotografie e sogni
Il percorso espositivo raccoglie fotografie, lettere, dipinti, oroscopi, agende e brevi filmati, affiancati da documenti storici e installazioni multimediali.
Alcuni elementi rendono la visita particolarmente immersiva: un telefono d’epoca permette di ascoltare i sogni dei due psicoterapeuti, mentre una macchina da scrivere accompagna il visitatore nella lettura delle loro lettere.
La mostra restituisce così anche la dimensione più intima della loro esperienza, attraverso oggetti e documenti che raccontano la quotidianità accanto alla grande storia.
Jung, astrologia e I-Ching
Tra gli aspetti meno conosciuti della figura di Bernhard c’è inoltre l’utilizzo, nella sua pratica psicoterapeutica, di strumenti quali astrologia, I-Ching e lettura delle linee della mano, considerati nell’ambito della sua ricerca psicologica.
In mostra sono esposti anche i temi natali di figure storiche come Hitler, Mussolini, Churchill, Stalin e Jung, offrendo un ulteriore spunto per conoscere il particolare approccio di Bernhard.
Gli appuntamenti fino a dicembre
Durante il periodo di apertura sono previsti anche alcuni incontri di approfondimento:
- 6 ottobre 2026, ore 17.30 – Psicologi e psichiatri in fuga dall’Italia fascista, con Patrizia Guarnieri e Mauro Antonelli.
- 21 ottobre 2026, ore 18.00 – La mappa dell’anima. Simbologia celeste e psicologia analitica: Jung, Bernhard e Hillman, con Paolo Quagliarella e Ilaria Moroni.
- 4 novembre 2026, ore 18.00 – Proiezione di filmati su Ernst Bernhard di Caterina Cardona, Silvia Di Domenico e Catherine McGilvray, con dibattito.
- 3 dicembre 2026, ore 18.00 – Proiezione del docufilm De Caussade, di Gianni Centonze, Stefano Chiodini e Gianpiero Rizzo, con presentazione di Romano Madera.
Informazioni
La mostra è a ingresso gratuito e si può visitare presso la Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca, edificio U6 Agorà, secondo piano, piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano.
Orari:
lunedì-venerdì 8.30-19.30
sabato 9.00-13.30
La mostra è aperta al pubblico fino al 23 dicembre 2026.
(S.r.)
