Gita a Chiasso per un viaggio nella grafica: 86 manifesti raccontano un secolo di creatività

mostra manifesti Chiasso
A meno di 50 chilometri da Milano, il m.a.x. museo di Chiasso ospita “Manifesti che passione! Una collezione di collezioni”, una mostra che attraversa un secolo di grafica, dalla réclame allo Swiss Style fino alla comunicazione contemporanea. Una bella occasione per una gita fuori porta all’insegna dell’arte e della cultura, in programma fino all’8 novembre 2026.

A volte per cambiare prospettiva basta attraversare il confine. Chiasso, in Svizzera, dista circa 50 chilometri da Milano ed è una meta ideale per una gita fuori porta all’insegna dell’arte e della cultura.

Qui, fino all’8 novembre 2026, il m.a.x. museo ospita Manifesti che passione! Una collezione di collezioni, una mostra curata da Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini che porta in scena 86 manifesti europei e racconta, attraverso immagini, colori e lettering, circa un secolo di storia della comunicazione visiva.

Chiasso, una meta d’arte a due passi da Milano

Il viaggio da Milano a Chiasso è breve: in auto sono circa 50-51 km, percorribili normalmente in meno di un’ora, mentre il collegamento ferroviario da Milano Centrale a Chiasso richiede circa 46 minuti.

Una distanza che rende Chiasso una destinazione interessante anche per una semplice giornata fuori città: oltrepassato il confine, il m.a.x. museo offre l’occasione per immergersi nella storia della grafica e, magari, concedersi poi una passeggiata in centro o una pausa gastronomica prima di rientrare a Milano.

Un secolo di grafica sui muri del m.a.x. museo

Il titolo della mostra dice già molto: Manifesti che passione! Una collezione di collezioni nasce infatti per raccontare il patrimonio del Centro Culturale Chiasso attraverso una selezione di opere entrate a far parte delle raccolte del museo grazie alle donazioni di grafici, collezionisti e appassionati.

Il percorso riunisce 86 manifesti, organizzati secondo un criterio tematico-cronologico e distribuiti lungo un arco temporale che va dai primi del Novecento all’inizio degli anni Duemila.

Più che una semplice esposizione di poster d’autore, la mostra diventa così un viaggio nell’evoluzione della comunicazione: il manifesto nasce come strumento di réclame, diventa pubblicità d’impresa, accompagna eventi culturali e turistici e arriva infine a essere parte integrante dell’identità visiva dei grandi marchi.

Dalla réclame allo Swiss Style

Uno degli aspetti più interessanti del percorso è proprio la trasformazione del linguaggio grafico. Si parte dalla cromolitografia, che all’inizio del Novecento permette di produrre immagini colorate in grande formato, per arrivare alla stampa offset e successivamente a quella digitale.

Nel percorso trova spazio anche lo Swiss Style, riconoscibile per il rigore delle composizioni, la razionalità della struttura e il caratteristico lettering geometrico. La fotografia e il fotomontaggio, con l’avvento dell’era postmoderna, introducono poi nuovi modi di costruire l’immagine e modificano profondamente il linguaggio della comunicazione visiva.

Le grandi firme del manifesto

Il percorso riunisce opere di numerosi protagonisti della grafica europea e svizzera. Tra i nomi presenti figurano Gabriele Chiattone, Emil Cardinaux, Xanti Schawinsky, Lora Lamm, Josef Müller-Brockmann, Herbert Leupin, Orio Galli, Armin Vogt, Heinz Waibl, Roger Pfund e Bruno Monguzzi, oltre a numerosi altri grafici e autori.

Particolarmente interessante è la prima sezione, dedicata ai manifesti legati ai viaggi e alla promozione del territorio: ferrovie, funicolari, località turistiche e paesaggi diventano soggetti di una comunicazione capace di trasformare la pubblicità in una vera forma d’arte.

Attorno alla promozione di un prodotto è allestita la sala 2, in cui emerge come la grafica d’impresa a partire dagli anni Trenta del Novecento adotti una comunicazione che privilegia l’utilizzo dei manifesti: si pensi al bel manifesto esposto di Xanti Schawinsky per Weleda a tecnica mista del 1936, o quello di Willi Rieser che reclamizza Sinalco, o ancora Armando Losa nel manifesto di Ascona. Un particolare sguardo va rivolto al manifesto di Armin Vogt del 1969 per FIAT, marchio di cui il grafico svizzero ha realizzato anche il logo.

Una collezione nata dalle donazioni

Dietro le opere esposte ci sono anche le storie di chi ha scelto di conservarle e condividerle. Il patrimonio del m.a.x. museo si è infatti arricchito nel corso degli ultimi quindici anni grazie a importanti donazioni, tra cui quelle legate agli archivi grafici di Heinz Waibl, Orio Galli e Armin Vogt e i fondi di manifesti di Lora Lamm e Bruno Monguzzi.

L’archivio di manifesti del m.a.x. museo conta oggi circa 3.000 pezzi, rendendo Chiasso un punto di riferimento per lo studio della grafica e dello Swiss Design lungo l’asse culturale che collega il Nord della Svizzera a Milano.

Anche un mini-catalogo per portarsi a casa un pezzo di mostra

Ad accompagnare l’esposizione c’è un mini-catalogo bilingue italiano/inglese, pubblicato da Fidia Edizioni d’Arte, con una selezione delle opere e i contributi dei due curatori. Un piccolo volume pensato come strumento agile per approfondire il percorso anche dopo la visita.

Come arrivare da Milano e informazioni utili

In auto: da Milano si percorre la A9 Milano-Como-Chiasso in direzione del confine svizzero. La distanza stradale è di circa 50 km e il tempo di percorrenza è indicativamente di 40-50 minuti, variabile in base al traffico.

In treno: da Milano Centrale si può raggiungere direttamente la stazione di Chiasso; il viaggio dura circa 46 minuti. Dalla stazione al m.a.x. museo sono circa 10 minuti a piedi.

La mostra Manifesti che passione! Una collezione di collezioni è indicata online fino all’8 novembre 2026. Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 18; il lunedì è chiuso.

Il biglietto intero costa 10 euro, il ridotto 7 euro (o CHF)

Un appuntamento perfetto per chi cerca una gita culturale da Milano, abbastanza vicina da poter essere organizzata anche in giornata, ma abbastanza diversa da regalare la sensazione di essere… partiti davvero.

m.a.x. museo
Via Dante Alighieri 6, 6830 Chiasso, Svizzera

(S.R.)

Immagine apertura tratta dal sito Centro Culturale Chiasso.