Dal 12 al 20 settembre il Lake Como Design Festival porta a Como design, architettura e cultura del progetto. Ma il festival può diventare anche l’occasione per guardare il lago da una prospettiva diversa, seguendo un itinerario tra architetture, atelier, botteghe e indirizzi meno convenzionali.
In occasione dell’ottava edizione del Lake Como Design Festival, in programma dal 12 al 20 settembre, Como torna a essere un punto d’incontro internazionale per il design, l’architettura e la cultura del progetto.
Il tema scelto per questa edizione è “Confine”, inteso non soltanto come linea di separazione, ma come spazio di relazione, incontro e trasformazione.
Una parola che sul Lago di Como assume una dimensione particolarmente evocativa, nel continuo dialogo tra acqua e terra, memoria e contemporaneità, paesaggio e intervento umano.
Partendo da questo concetto, il festival diventa anche un’occasione per esplorare il territorio al di là dei suoi luoghi più conosciuti: un percorso tra architetture, atelier, librerie, botteghe artigiane e tavole affacciate sull’acqua.
A suggerire alcuni di questi indirizzi è Barbara Pelandini, travel curator e fondatrice di BP Best Places, che da anni costruisce soggiorni e itinerari personalizzati sul Lago di Como, anche attraverso ville private e dimore storiche normalmente poco accessibili.
Tra libri, gioielli e architettura razionalista
Il viaggio può iniziare dal centro di Como, tra luoghi in cui il design e la cultura del progetto fanno parte della storia stessa della città.
Alla Libreria Plinio il Vecchio si trovano volumi dedicati a design e architettura, mentre da Benzoni Gioielli la ricerca contemporanea dialoga con la tradizione italiana.
Un’altra tappa è lo Stadio Giuseppe Sinigaglia, casa del Como 1907 e importante testimonianza del Razionalismo comasco. Il percorso può proseguire sulle tracce di Cesare Cattaneo, figura centrale dell’architettura italiana del Novecento, attraverso l’archivio a lui dedicato.
Sono luoghi che raccontano un volto di Como meno legato alla cartolina e più alla sua identità culturale e progettuale.
La cultura nautica del Lago di Como
Il rapporto con l’acqua è naturalmente parte del racconto.
Ai Cantieri Ernesto Riva, storica realtà lariana, la tradizione della costruzione nautica incontra nuove sensibilità legate al modo di vivere il lago.
Un’uscita a bordo di un’imbarcazione permette di osservare il paesaggio da una prospettiva diversa, tra legni lavorati a mano, linee senza tempo e ricerca sul futuro della navigazione.
Per approfondire la storia della nautica lariana c’è invece il Museo Barca Lariana, custode di una importante collezione di imbarcazioni e di una parte significativa della memoria del territorio.
Atelier e architetture dietro i cancelli
Il design sul lago non vive soltanto negli spazi del festival. Si incontra anche negli studi professionali, negli atelier e nelle residenze che fanno parte, spesso in modo discreto, del tessuto creativo comasco.
Tra gli indirizzi segnalati ci sono gli studi di architettura Galli Cavalcabò e Brambilla, l’universo materico e progettuale di Draga & Aurel e lo studio dell’artista Fabrizio Musa.
Sono tappe che permettono di leggere il territorio attraverso chi lo progetta, lo interpreta e ne rinnova il linguaggio, mettendo in relazione la storia del lago con la creatività contemporanea.
Il lago anche a tavola
A completare l’itinerario c’è naturalmente la dimensione gastronomica.
Tra gli indirizzi suggeriti da Barbara Pelandini ci sono Harry’s Bar, per una pausa affacciata sul lago, Fresco Cocktail Shop, per un momento dedicato alla mixology, e Feel Como, dove la cucina diventa parte di un racconto più ampio legato alla città e al suo paesaggio.
Così, durante i giorni del Lake Como Design Festival, Como può essere attraversata seguendo un itinerario che va oltre le mostre e gli eventi: dal Razionalismo alla nautica, dagli atelier alle librerie, dall’artigianato alla tavola.
Un modo per scoprire il lago attraverso quei dettagli che spesso rimangono ai margini dei percorsi più frequentati, ma che contribuiscono a definirne l’identità.
Barbara Pelandini – BP Best Places
BP Best Places è un progetto di hospitality ed experience curation fondato da Barbara Pelandini, dedicato alla creazione di soggiorni ed eventi su misura ad alto valore culturale ed emozionale.
Attraverso una conoscenza profonda dei territori e l’accesso a dimore storiche e luoghi esclusivi, BP Best Places trasforma il viaggio in un’esperienza autentica e personale, lontana dal lusso standardizzato.
Nato sul Lago di Como e affermatosi a livello internazionale, il progetto opera oggi in destinazioni selezionate in Europa e nel Mediterraneo, collaborando con una clientela high-end e con i principali brand del lusso. Ogni esperienza è pensata come un lavoro sartoriale, in cui ospitalità, cultura e territorio si intrecciano in un racconto unico.
(S.R.)
