Che cosa succede quando un atelier di accessori apre le porte con una mostra d’arte? A Milano, in viale Lombardia 64, Labest inaugura con Second Skin di Claudia De Luca, a cura di Laura Bestetti. Dal 13 al 20 novembre 2026, il primo progetto espositivo di Labest, nuova bottega d’autore dedicata al design degli accessori, indaga la pelle come luogo della memoria, tra tarlatana, stratificazioni e trasformazione.
Dal 13 al 20 novembre 2026 Labest – Atelier d’accessori inaugura il proprio spazio milanese, in viale Lombardia 64, con Second Skin. La trama delle cose fragili, progetto espositivo di Claudia De Luca a cura di Laura Bestetti. È il primo progetto espositivo del luogo e segna l’apertura di Labest, presentando fin da subito la sua vocazione: una bottega d’autore contemporanea in cui materia, progetto e cultura del fare dialogano attraverso mostre, ricerca e attività dedicate al design e agli accessori.
La pelle come primo luogo della memoria
Al centro di Second Skin c’è la pelle intesa come primo luogo della memoria: una superficie che custodisce, protegge e registra il passaggio del tempo ma che, come ogni pelle, è destinata a mutare, rinnovarsi e portare le tracce di ciò che è stato.
Da qui l’idea di una seconda superficie sensibile, una pelle nuova che non sostituisce né cancella la precedente, ma la accoglie, la attraversa e la trasforma.
Una dimensione intermedia, una soglia tra memoria e rinascita, tra ciò che rimane e ciò che inevitabilmente cambia.
La tarlatana e la trama delle cose fragili
Nel lavoro di Claudia De Luca la tarlatana è il principale strumento di ricerca e assume il ruolo di materia di confine: un tessuto allo stesso tempo fragile e resistente, una trama aperta attraverso cui ciò che è nascosto può ancora essere intravisto.
Attraverso stratificazioni, velature e interventi pittorici, la superficie perde la funzione di semplice supporto e diventa corpo, una pelle viva che respira e trattiene ombre, gesti, tracce e sedimentazioni.
La trama del tessuto diventa così anche la trama dell’esistenza, una struttura invisibile in cui si intrecciano memoria, ferite, trasformazioni e possibilità.
In questa prospettiva la fragilità non è mancanza di forza, ma una forma differente di resistenza, capace di preservare la grazia e la forza delle cose minime, di ciò che è delicato e apparentemente precario.
Tra moda, design e identità
In dialogo con i linguaggi della moda e del design, la mostra indaga il rapporto tra materia e identità, tra abito e corpo, tra superficie e profondità. Le opere si comportano come tessuti che avvolgono senza celare e invitano lo sguardo a soffermarsi su ciò che di solito resta nascosto.
La seconda pelle diventa così qualcosa di diverso da una maschera: una possibilità ulteriore di abitare il mondo, una superficie attraverso cui trasformarsi senza perdere il legame con ciò che si è stati.
Una forma delicata di rinascita, in cui la memoria non viene abbandonata ma continua a vivere nella materia e nelle sue trasformazioni.
Un percorso che è una costellazione
Anche il percorso espositivo segue la logica dell’attraversamento. Non è una successione lineare ma una costellazione di passaggi, in cui il visitatore è invitato a fare esperienza della soglia e di ciò che accade quando una forma si apre, si interrompe o si trasforma. Alcune opere appaiono come superfici sospese, quasi trattenute in una condizione di latenza.
Altre assumono la forma di accumuli che sembrano spingersi oltre il proprio limite, altre ancora sono frammenti identitari che dichiarano apertamente la propria incompletezza. In tutte emerge una tensione verso il confine, quasi un lavorare “contro” la forma stessa per poterla riaprire ogni volta in una direzione diversa.
Il percorso non cerca di guidare lo spettatore, ma introduce un lieve disorientamento, invitandolo a rallentare, a sostare e a osservare ciò che si manifesta nelle interruzioni. È nel momento della minima frattura, quando una superficie lascia intravedere ciò che contiene o una forma smette di essere definitiva, che può aprirsi una possibilità nuova.
Labest: una bottega d’autore a Milano
La scelta di inaugurare con questo progetto crea un dialogo significativo tra la ricerca di Claudia De Luca e l’identità del nuovo spazio.
Labest – Atelier d’accessori, fondato da Laura Bestetti e aperto a Milano nel 2026, è una bottega d’autore dedicata al design degli accessori, guidata da uno sguardo curatoriale preciso.
Ispirato all’idea autentica di atelier, è un luogo in cui il lavoro tecnico, la ricerca e la dimensione sociale convivono naturalmente: mostre, talk, workshop e attività di showroom nascono come estensione di un fare quotidiano e concreto, fondato sul rapporto tra materia, tecnica e identità.
L’obiettivo è restituire al mestiere del designer di accessori una dimensione autoriale e culturale, riportando al centro del panorama milanese la conoscenza della materia, il saper fare e l’esperienza diretta del progetto. Second Skin ne apre il percorso espositivo mettendo al centro la materia, la sua vulnerabilità e la sua capacità di trasformarsi.
L’artista
Claudia De Luca, pescarese di origine, si è laureata in Storia Contemporanea all’Università di Bologna e in Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna. È docente di storia e filosofia al Liceo Ginnasio Luigi Galvani di Bologna.
Tra le mostre personali e collettive ricordiamo Le camere dello scirocco alla Basilica di San Celso a Milano, La verità delle rose tardive alla galleria ArteSpazioTempo di Venezia, Leviagravia alla Cripta di San Zama a Bologna nell’ambito di Artefiera per Artcity 2023, Il giorno dopo la Rivoluzione al Polo del 900 di Torino, Cosa fanno le ombre quando non sono gettate alla Fabbrica del Vapore di Milano e La danza obliqua allo Spazio Hus di Milano.
Nel 2026 ha preso parte a Il Grado Zero, progetto espositivo-installativo con F. Cabitza e G. Perrone, ai Rifugi Antiaerei di Bologna, per Artcity.
La curatrice
Laura Bestetti è fashion & accessory designer con base a Milano, da quindici anni specializzata nel design e nello sviluppo di borse, articoli di pelletteria e accessori per importanti brand del lusso e della moda internazionale.
Da cinque anni è anche docente allo IED Moda di Milano. La sua visione accompagna l’intero ciclo di vita della collezione, dal bozzetto ai dettagli della passerella, unendo ricerca sui materiali, sensibilità estetica ed esperienza tecnico-artigianale.
Second Skin: info utili
- Cosa: Second Skin. La trama delle cose fragili, progetto espositivo di Claudia De Luca
- A cura di: Laura Bestetti
- Dove: Labest – Atelier d’accessori, viale Lombardia 64, 20131 Milano
- Quando: dal 13 al 20 novembre 2026
- Opening: venerdì 13 novembre, ore 19
- Info: labest.it
(S.R.)
