Marco Crippa, sulla strada di casa: Milano nei disegni di una vita in una mostra ad Affori

mostra Marco Crippa
Dal 16 al 28 novembre la Biblioteca Affori ospita DISEGNI. Sulla strada di casa, prima mostra dedicata a Marco Crippa dopo la sua scomparsa. Disegni, dipinti e fotografie raccontano oltre quarant’anni di sguardi sulla città, tra taccuini, percorsi quotidiani e luoghi trasformati dal tempo.

Marco Crippa ha fatto di Milano il proprio studio a cielo aperto. Per quasi sessant’anni ha percorso strade, piazze e quartieri con cavalletto, colori e tela, fermandosi davanti a un edificio, a un portone, a una bottega o semplicemente a uno scorcio capace di attirare il suo sguardo.

A poco più di un anno dalla sua scomparsa, avvenuta nell’ottobre 2025, la città torna così al centro del suo lavoro attraverso una mostra che sceglie una prospettiva più intima: quella dei disegni.

Dal 16 al 28 novembre 2026, il Salone delle Arti della Biblioteca Affori, in viale Affori 21, ospita DISEGNI. Sulla strada di casa, a cura di Elisabetta Invernici in collaborazione con Archivio Marco Crippa.

È la prima esposizione dedicata all’artista dopo la sua morte e presenta una selezione di disegni, dipinti e fotografie che attraversa oltre quarant’anni di attività grafica, dagli anni Sessanta ai primi Duemila.

Milano osservata a piedi

Se la pittura en plein air rappresentava per Crippa il momento della restituzione immediata, il disegno aveva una dimensione più raccolta. Una penna a sfera e un piccolo blocco erano sufficienti per fermare una facciata, annotare uno scorcio, registrare il ritmo di una strada. Il taccuino diventava così uno strumento quotidiano per osservare e conservare ciò che passava davanti agli occhi.

Accanto agli appunti più rapidi, spesso pensati anche come studi per i dipinti, la mostra presenta disegni più elaborati, nei quali alcuni luoghi della città diventano soggetti autonomi.

Ne emerge una pratica solitaria e quotidiana, fatta di osservazione, memoria e ritorni, che permette di comprendere quanto il disegno fosse parte integrante del modo di guardare e interpretare Milano dell’artista.

 

Una geografia urbana affettiva

Il percorso non segue soltanto una successione cronologica, ma costruisce una geografia urbana affettiva.

Dalle Cinque Vie a piazza dei Mercanti, da piazza Cordusio a Brera, dal Duomo a San Babila e Porta Venezia, fino a piazza Argentina, Porta Ticinese, i Navigli e la Martesana, le opere ricompongono i percorsi di una città attraversata soprattutto a piedi.

Crippa, privo di automobile e patente, aveva infatti scelto di muoversi camminando. Il suo era lo sguardo del flâneur, quello di chi conosce una città attraverso la ripetizione dei percorsi e la disponibilità all’incontro.

I quartieri dell‘Isola, di Porta Venezia e della Maggiolina, vicini ai luoghi in cui aveva abitato, diventano così punti di riferimento di una mappa personale.

mostra Marco Crippa Affori

Il disegno come memoria

Nelle sue opere Milano non è soltanto architettura. È anche una città abitata: commercianti, studenti, edicolanti, professionisti e passanti entrano in questo paesaggio urbano, spesso colti nella quotidianità.

E proprio osservando la città nel corso dei decenni, Crippa ne ha registrato anche le trasformazioni. Insegne sostituite, portoni restaurati, cantieri, edifici modificati o scomparsi raccontano attraverso il disegno il mutamento di Milano e il rapporto tra memoria dei luoghi e trasformazione urbana.

Alcuni disegni riprendono le inquadrature dei dipinti a olio, talvolta aggiungendo dettagli e varianti che permettono di seguire il processo creativo.

È qui che emerge una delle chiavi della ricerca dell’artista, sintetizzata nell’espressione «osservare e dimenticare»: studiare a fondo un soggetto, assimilarne la composizione e poi, davanti alla tela, lasciare spazio alla libertà del gesto e all’emozione del momento.

Il disegno diventa dunque molto più di uno studio preparatorio. È esercizio di attenzione, memoria visiva e strumento di conoscenza.

Un pittore fuori dai cenacoli

Nato a Milano nel 1936, Marco Crippa cresce nel quartiere Isola e si avvicina alla pittura fin da bambino. Frequenta le scuole serali dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dove incontra maestri come Aldo Carpi e Gianfranco Campestrini, mantenendo tuttavia un percorso sostanzialmente autodidatta. Nel 1956 si reca a Parigi e, al ritorno, sceglie di dedicare la propria vita alla pittura dal vivo nella città natale.

Dagli anni Sessanta espone in mostre personali e collettive, costruendo una ricerca difficilmente riconducibile a una scuola o a un movimento.

Nel 1989 il Museo di Milano gli dedica Milano e le piazze lombarde; nel 2006 è la Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a ospitare Marco Crippa, Maestro di Milano.

Nel 2023-2024 il Museo della Permanente ne ripercorre il lavoro con la retrospettiva Marco Crippa, 50 anni di pittura di strada, con oltre settanta opere e materiali documentari.

La mostra dedicata a Marco Crippa

La mostra alla Biblioteca Affori si inserisce ora in questo percorso di rilettura dell’opera dell’artista, concentrandosi sulla dimensione più privata e meno conosciuta della sua produzione.

Un’occasione per riscoprire Crippa attraverso fogli che restituiscono non soltanto la città che ha dipinto, ma anche il modo in cui l’ha osservata per tutta la vita.

DISEGNI. Sulla strada di casa sarà inaugurata sabato 14 novembre alle ore 18 e sarà visitabile dal 16 al 28 novembre. L’ingresso è libero.

Durante le giornate di apertura, il figlio dell’artista, Davide Crippa, sarà presente dalle 14.30 alle 18 per accompagnare i visitatori che lo desiderano in una visita guidata.

Biblioteca Affori – Salone delle Arti
Viale Affori 21, Milano
MM3, fermate Affori Centro / Affori FN

Orari: lunedì 14.30-19; martedì-venerdì 9-19; sabato 10-18; domenica chiuso.

(S.R.)